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KRYPTON


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1986
METAMORFOSI
Hauptplatz, Linz, Austria
Piazza Santissima Annunziata, Firenze
 
 



 

ideazione Giancarlo Cauteruccio e Pina Izzi
musiche originali
Paolo Modugno
coreografie Simona Bucci, Laura Simi, Emanuela Salvini
azione degli uomini di fuoco Paolo Buggiani
costumi Pina Izzi
immagini video Tony Verità
disegni Francesco Torrini
progetto scenico e regia Giancarlo Cauteruccio

Nel giugno del 1986 Krypton inaugura il Festival Ars Electronica di Linz con lo spettacolo Metamorfosi. Il programma del festival austriaco, una delle più importanti manifestazioni internazionali, prevede esibizioni e performance di artisti, musicisti e gruppi teatrali il cui lavoro è legato all’elettronica. Alla stessa manifestazione Krypton partecipa con l’ultimo lavoro della compagnia Angeli di luce. Metamorfosi, allestito nella Hauptplatz, piazza principale della città, appartiene a un tipo di teatro-architettura al quale Cauteruccio applica le conoscenze e le pratiche dell’utilizzo spettacolare di luci e laser in ambienti urbani. In questo spettacolo Krypton, memore delle esperienze fiorentine, continua le proprie ricerche del teatro-architettura negli spazi urbani caratterizzato da una nuova definizione ambientale e dal fascino spettacolare ottenuti tramite sorprendenti giochi di luce. Per la piazza di Linz, che accoglie settantamila spettatori, la struttura è costituita da grandi costruzioni tubolari: una piramide centrale alta diciotto metri, più due parallelepipedi palcoscenici laterali sui quali agiscono attori e danzatori; infine un ponte sospeso sulla piazza. Quattro sistemi laser, luci e una multivisione particolarmente potente sono alcune delle apparecchiature utilizzate per invadere l’intera piazza di una spettacolarità multisensoriale..
Nel settembre dello stesso anno nell’ambito del programma “Firenze capitale europea della cultura” Metamorfosi ha una seconda edizione nella piazza brunelleschiana della Santissima Annunziata. Il nuovo allestimento subisce alcune modifiche dovendosi adattare a un spazio completamente diverso. Qui lo spettacolo si riallaccia ai temi rinascimentale del rapporto uomo-natura e della tecnologia come decisiva discriminante dell’uomo moderno.