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1/2 MARZO 2013
TEMPERAMENTI / SOLARI VANZI

"QUINTE ARMATE"
"VALLE GIULIA"

QUINTE ARMATE
testo e regia Marco Solari
con Marco Solari e Piergiorgio Faraglia
scene Carolina Foti
disegno luci Luca Storari
costruzione scena Roberto Ricci
registrazioni voce Paolo Modugno – OASI STUDIO, Roma
e Tenpeopletown, Sellano

QUINTE ARMATE è una deriva sonora che utilizza modalità musicali diverse, rock rap mantra blues, trattate con ironia ma anche come saldi punti di riferimento generazionali ed emotivi, sulla base di testi che nascono dall’insofferenza e che si temperano in momenti sardonici, nell’urgenza di una comunicazione.
Si intrecciano alcuni temi (o ossessioni): il lavoro artistico messo a confronto col lavoro tout court (il teatro e il cantiere), il bisogno di respiro e di apertura, il desiderio di movimento, una considerazione sulla durezza e sulla violenza di alcuni aspetti della nostra cultura.
Quarantacinque minuti di pensieri intrecciati in una dimensione funambolica, in dialogo continuo coi suoni di chitarre elettriche ed acustiche.
QUINTE ARMATE non credo sia un monologo in senso convenzionale, perché l’attore qui è una sorta di vuoto attraversato dalle voci e dai pensieri colti al volo nell’attraversamento della città.
Preferirei pensare a questo lavoro come a una sorta di blues metropolitano – in un tessuto urbano che si apre continuamente ad orizzonti e prospettive insolite.”

VALLE GIULIA
testo, scena e regia Marco Solari
con Alessandra Vanzi e Alessandra Parisi (voce e chitarra)
regia musicale Piergiorgio Faraglia
interventi video Adi Gianuario

VALLE GIULIA è un luogo inevitabilmente mitico, ma in questo lavoro non c’è nessuna riattualizzazione rituale. No, quello a cui si assiste è un gesto assurdo del quale sono stato una volta spettatore attonito, il gesto di una donna che portava da mangiare a una miriade di uccelli.
Attorno a lei, che tirava fuori da grossi sacchi di plastica neri pezzi di pane recuperati nei bar e nei ristoranti, volavano e si posavano cornacchie e passeri, gabbiani e merli, storni e ballerine. Sotto gli occhi di pappagalli verdi.
Mentre assistevo a questa strana scena, ho fatto qualche disegno e me ne sono andato. Poi è venuto questo monologo.
Così sono pensieri violenti rabbiosi ironici amari quelli che escono dalla donna, tutta presa nel suo compito e nella misurazione del tempo: del prima e del dopo, cioè dell’ora, della trasformazione delle cose e dei rapporti, una prefigurazione dell’incerto futuro.“