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2010
TERRONI D'ITALIA
di Fulvio Cauteruccio e Giuseppe Mazza
 
 





collaborazione drammaturgica Giacomo Fanfani
con Fulvio Cauteruccio, Laura Bandelloni, Massimo Bevilacqua Umberto D’Arcangelo e Irene Barbugli
costumi Massimo Bevilacqua
luci e scene Loris Giancola
tecnico di scena Claudio Signorini
regia Fulvio Cauteruccio
una produzione Compagnia Krypton
in collaborazione con
Festival delle Colline Torinesi

Terroni d’Italia, recitato in parte in italiano oltre che in calabrese, veneto, siciliano, lombardo, napoletano e piemontese, giunge all’allestimento conclusivo al Teatro Studio dopo varie tappe e studi iniziati nel 2009. Lo spettacolo ha come tema portante l’emigrazione dal sud rappresentata come una delle più amare conseguenze dell’unificazione nazionale e delle scelte di politica estera del Conte di Cavour, le cui mosse diplomatiche Dostoevskij, nel diario del suo viaggio in Italia del 1870, criticò aspramente, rintracciando in esse la causa della “creazione di un regno di secondo ordine”.
Da Quarto fino alla caduta della piazzaforte di Gaeta, lo spettacolo ripercorre alcuni dei principali accadimenti che hanno portato all’Unità d’Italia, utilizzando immagini video di repertorio e brani tratti dagli ultimi studi condotti sui carteggi del Conte di Cavour. Studi che suggeriscono di quegli eventi una nuova lettura e restituiscono dignità a una popolazione e ad una terra economicamente forte – nel 1856 all’expo di Parigi il Regno borbonico fu premiato come terzo stato più avanzato d’Europa - che venne insanguinata e saccheggiata in nome dell’unità. Il fenomeno del brigantaggio reputato fino ad ora negativamente, assume nello spettacolo la connotazione di una vera e propria lotta partigiana durata otto anni.
Terroni d’Italia è un lavoro che, pur non mettendo in discussione il valore inestimabile dell’unità nazionale, diventa un inno e un omaggio a quelle popolazioni che hanno grandemente contribuito alla creazione dello Stato ma che a tutt’oggi sono considerate sovente di serie B.
Basato su La storia di Pippu, attore d’arte drammatica, scritto a quattro mani da Fulvio Cauteruccio e Giuseppe Mazza, Terroni d’Italia descrive le peripezie di Pippo, dal dopoguerra ai difficili anni ’70, attraverso il racconto di storie vere e del sogno di un uomo costretto ad emigrare a nord dalla natia Sicilia, con il desiderio di fare l’attore, senza tuttavia riuscirci.

Attraverso Pippo entriamo, da moderni protagonisti, nel pieno dell’UNITA’ D’ITALIA e dei suoi fautori, da Cavour a Vittorio Emanuele II (nonostante fosse il I), da Garibaldi a Francesco II di Borbone e Maria Sofia, affiancati da sgangherati eroi risorgimentali che combattono la loro guerra a colpi di ricette tradizionali in modo che nessuno si faccia male. Uno spettacolo che diverte e insieme fa riflettere sugli eventi che 150 anni fa dettero origine all’Italia dei Savoia e su tutto ciò che ne è conseguito. Oggi il Principe Emanuele Filiberto di Savoia canta sul palcoscenico di Sanremo e Pippo canta ancora su un treno di emigranti.