testo e musiche Gaetano Bruno
di e con Gaetano Bruno e Francesco Villano
scene Igor Scalisi Palminteri
luci Cristian Zucaro
in collaborazione con InBalìa - Compagnia Instabile
Spettacolo vincitore del premio In â box 2014
Non raccogliere le stelle per portarle sopra al monte
Sopra al monte non câè luce, non câè luce e tutto tace
Sto cercando mio fratello che lâho perso e non ho pace
Stai attento a quel che cerchi che altrimenti ti dispiace.
Due uomini si risvegliano dentro un cerchio di frutta. Lo stesso luogo che hanno eletto, nellâinfanzia, oasi dâavventura per sentirsi al riparo dal mondo.
Sono molto diversi tra loro.Il Primo è impaurito, spaesato e stenta a riconoscere sia il luogo sia lâaltro.
Il Secondo invece, a proprio agio, continua a cercare la complicità del primo. Fa dei versi strani, gli si avvicina con sguardo severo, poi ride, lo invita a giocare con lui. Lâaltro sembra non capire, appare timoroso e più volte rifiuta quegli inviti a varcare la circonferenza per terra, ma il Secondo non demorde, sâinventa un altro gioco e ci prova ancora e ancora. Non parlano. Il Primo si fa capire con un codice di gesti e suoni affinato nellâinfanzia. Il Secondo lentamente sembra ricordare, a poco a poco la diffidenza iniziale cede il passo al riconoscimento di sangue e i due confermano il loro affetto nella tana dellâinfanzia che ha sancito la loro alleanza. Sono due bambini.
Si rincorrono, scherzano, ridono. Si vogliono bene, sono fratelli. Sembra quasi che tutto sia tornato come prima. Come quando da piccoli cercavano di stabilire un contatto con quel Dio sconosciuto cui dedicavano le preghiere da loro inventate, quello stesso Dio cui hanno imparato a donare la parte migliore del proprio lavoro, di loro stessi. Ma anche se i due hanno ritrovato il linguaggio comune e ripristinato lâequilibrio del passato, non accenna a scomparire, in questo tempo rarefatto, una strana luce che offusca i loro sguardi. Un riverbero che nessuno dei due ha mai colto prima negli occhi dellâaltro. Il Secondo continua a invitarlo a uscire, ma lâaltro gli rimanda la paura di varcare il confine di rami per terra. Forse, quei momenti in cui bastava un semplice cenno del capo per iniziare chissà quali avventure sono terminati. Forse, quel respiro comune che hanno condiviso dopo una corsa in montagna ha ceduto il passo a un sospetto che li fa essere guardinghi tra loro come non lo sono mai stati. Si avverte un mistero pericoloso tra i due che in un modo o nellâaltro dovrà essere rivelato. Spetterà al minore, farsi comandante del macabro âsvelamentoâ.
Sarà lui che, con astuzia, continuerà a stanare lâaltro fratello dal buio della sua vergogna. Lui che lo costringerà a prendere coscienza del fratricidio che ha da poco compiuto. E saranno tanti gli interrogativi che prenderanno corpo nei ricordi del maggiore. Perché non ha saputo cogliere dal rifiuto dei doni presentati al loro Dio un prezioso insegnamento, perché ne ha distorto le parole dâamore abbattendo la sua ira sul fratello minore, come ha potuto trasformare quella tana segreta, che da piccoli aveva sancito unâalleanza di vita, in una camera di morte? I due uomini si dirigono lentamente verso quella separazione che ha cambiato per sempre la vita di entrambi, in quella giornata di odio, in quella giornata dâamore.
Gaetano Bruno